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Disturbo dell'intestino irritabile: ridurlo con una corretta alimentazione

Moltissime persone convivono quotidianamente con i disturbi funzionali intestinali, come visto nel precendente articolo, i disturbi funzionali intestinali sono uno spettro di disturbi cronici quali dolore addominale, gonfiore, abitudini intestinali alterate.


In questo articolo approfondiremo come con una corretta alimentazione sia possibile ridurre questi disturbi.


cibo salutare: uova, salmone, noci, formaggio, fragole
Trattare l'intestino irratabile con un piano nutrizionale adeguato. Approfondimento Dott.ssa Francesca Morganti

Intestino irritabile o IBS e l'intervento dietetico

Intestino Irritabile o IBS è un disturbo molto comune, la cui causa non è del tutto chiara, ma probabilmente di origine multifattoriale. Vediamo insieme l'intervento dietetico.


Nei casi meno gravi possono essere sufficienti alcuni accorgimenti:

  • mangiare regolarmente, senza saltare i pasti e lentamente, masticando bene gli alimenti

  • essere idratati: bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno;

  • limitare la caffeina: caffè, tè, cioccolato– in linea generale non superare le tre tazze di caffè e / o tè al giorno;

  • limitare il più possibile l’alcol e le bevande gassate (sia zuccherate, sia zero / light);

  • limitare la frutta fresca a tre porzioni giornaliere da 100g;

  • non eccedere nel consumo di alimenti ricchi di fibra quali cereali integrali e crusca di grano;

  • evitare il sorbitolo (dolcificante presente in gomme da masticare e caramelle senza zucchero);

  • valutare lintegrazione con probiotici per almeno quattro settimane, su consiglio di uno specialista.

Queste indicazioni sono in accordo con le linee guida del National Institute of Cinical Excellence (NICE) del Regno Unito. Queste linee guida del 2008 sono state aggiornate nel 2015 e prevedono anche la dieta low FODMAP.


Questa dieta è stata sviluppata dal team della Monash University in Australia. FODMAP è un acronimo che sta per Fermentabili Oligo- Di-Mono- saccaridi e Polioli. I FODMAP sono una categoria che racchiude diversi tipi di carboidrati, la cui caratteristica è quella di essere a catena corta, indigeribili o assorbiti lentamente e fermentabili.


La dieta prevede tre fasi: restrizione, reintroduzione e personalizzazione.


Durante la fase di restrizione, che può durare poche settimane saranno eliminati dalla dieta gli alimenti FODMAP. Questi alimenti verranno poi reintrodotti per step durante la seconda fase del percorso nutrizionale, per poi stabilire un piano alimentare finale personalizzato sulla base della sensibilità individuale ai diversi alimenti.


È fondamentale che dopo un periodo di restrizione, gli alimenti FODMAP tollerati vengano reintrodotti, questo perché una dieta troppo poco varia su lungo periodo può alterare il microbiota intestinale, peggiorando la condizione. Tra i FODMAP troviamo i fruttani, il fruttosio, il lattosio, i GOS, il mannitolo e il sorbitolo.


Quali sono gli alimenti che contengono questi carboidrati e che andranno eliminati in una prima fase di restrizione? Vediamone alcuni:

-alcuni frutti come pesche, cachi, anguria, mango, more, fichi, mele, pere, etc.;

-verdure come le melanzane, i broccoli, la verza, il cavolfiore, gli asparagi, l’aglio, la cipolla etc.;

-i dolcificanti come il miele, lo sciroppo d’agave, il maltitolo, lo xilitolo etc.;

-il latte e in particolare i formaggi freschi e latticini;

-i legumi come ceci, lenticchie, fagioli, taccole, piselli.


Il protocollo FODMAP si è visto molto utile ed efficace nella sindrome nel colon irritabile, anche nei casi più gravi.



Il seguente articolo ha funzione divulgatoria. Non si assume alcuna responsabilità riguardante un uso scorretto di tali informazioni.



Se vuoi avere maggiori informazioni, contattami per una consulenza!



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